🔥 Il fuoco come visione condivisa
Sintesi del percorso avviato il 14 marzo 2025 a Poggio Mirteto
Quello che presentiamo oggi è il frutto del cammino iniziato da ‘Mangia Fuoco’ il 14 marzo 2025 a Poggio Mirteto (RI), a seguito dell’incontro organizzato presso l’IIS ‘Gregorio da Catino’ dal presidente Apidge, Ezio Sina, in collaborazione con il presidente dell’ITFF, Piero Pacchiarotti.
Da quell’incontro
– simbolico e operativo – è nata una visione condivisa
del fuoco: non più solo rito, ma linguaggio comune.
Questo
documento, che raccoglie testimonianze dirette,
gesti rituali e legami tra territori,
è la sintesi di ciò che abbiamo ascoltato, visto e sentito ardere
insieme.
✨ Memorie che bruciano, identità che rinascono
Grazie alle voci di Walter e Laura Consumati, organizzatori del Carnevalone Liberato e custodi della tradizione dei ‘Roghi dei Mammocci’, riscopriamo un patrimonio che intreccia resistenza e rinascita, carnevale e fuoco rituale, comunità e memoria viva.
Il Carnevalone, nato a Poggio Mirteto nel 1861 come gesto di liberazione dal dominio pontificio, bruciava un ‘mammoccio’ che incarnava simbolicamente il potere. Oggi, quella fiamma arde ancora, ogni volta che si costruisce, si danza, si accende il fuoco.
E poi ci sono i focaracci dell’Ascensione, i salti dei giovani sulle braci al calare della sera, la processione silenziosa dei moccoletti: piccoli gesti corali che trasformano il fuoco in rito di passaggio, in linguaggio di popolo, in rito profondo di appartenenza.
Ma accanto alla forza dei gesti, cresce la difficoltà nel mantenerli vivi: norme di sicurezza sempre più stringenti rischiano di spegnere quello che è stato tramandato di mano in mano, di fiamma in fiamma.
🌍 Un atlante del fuoco, da Poggio Mirteto al Mediterraneo
Il gesto dei moccoletti, con le fiammelle portate tra le mani nella notte, dialoga idealmente con la processione del Santissimo Legno della Santa Croce di Montagano e con la festa dell’Esaltazione della Croce segnalataci da Mona Rizk Mezher, della Casa Culturale di Sarba in Libano.
Sono tutte affinità simboliche profonde tra riti e culture diverse, che parlano la stessa lingua invisibile: quella del fuoco, del rito, della soglia, della rinascita che si rincorrono tra Sabina, Molise e Levante, e che costruiscono una geografia invisibile, un atlante del fuoco fatto di gesti, parole, comunità, trasmissione.
Tutte queste esperienze entreranno a far parte della Rete Faro Fuochi Rituali – promossa dal progetto Mangia Fuoco all’interno della piattaforma FIP e saranno riportate nella mostra itinerante nazionale che prenderà il via il prossimo settembre.
💬 Un ringraziamento che è anche promessa
Un ringraziamento speciale da tutti noi di Mangia Fuoco
agli amici di Poggio Mirteto:
Guerrino Filippi, Andrea
Leopaldi, Nadia Cicciola, Walter e Laura Consumati
e a
Roberta Pastorelli, senza la quale nulla di questo
sarebbe stato possibile.
A voi, e a tutti coloro che custodiscono la fiamma dei propri territori, va il nostro abbraccio simbolico.
Ci vediamo
presto, intorno a un altro fuoco.
✍️ Nicola Frenza
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