Agnone non ospita il fuoco. Lo custodisce.
Ad Agnone, il 6 dicembre, non si è tenuto un evento, si è attraversato un processo.
L’incontro Reti di Fuochi – pratiche condivise per la salvaguardia e la valorizzazione delle feste dei fuochi rituali ha messo a fuoco – in modo chiaro e pubblico – un dato che Mangia Fuoco sostiene da anni:
il patrimonio culturale immateriale non vive di occasioni, ma di continuità, responsabilità e comunità reali.
I video che pubblichiamo in questi giorni documentano un passaggio importante.
Non perché “raccontano” il fuoco, ma perché lo trattano per ciò che è:
un sapere condiviso, una pratica viva, una relazione tra persone, territori e tempo lungo.
Nel corso dell’incontro, studiosi, istituzioni e comunità hanno affrontato temi centrali:
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la rete dei fuochi rituali come buona pratica di cooperazione tra comunità
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il rapporto tra patrimonio, educazione e territori
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il lavoro sulle culture del fuoco, sulla custodia e sulla prevenzione dei rischi, anche attraverso le scuole
È in questo quadro che Mangia Fuoco viene riconosciuto come museo digitale e come pratica viva di comunità: non una piattaforma, ma un processo culturale partecipato, costruito nel tempo sul campo.
Agnone non è una tappa,è uno dei luoghi in cui questo processo trova radicamento.
Nei prossimi giorni pubblicheremo, uno alla volta, i video degli interventi: non come archivio da consumare, ma come materiale di lavoro, di confronto e di responsabilità condivisa.
🔥 Perché il fuoco, se è patrimonio, non si guarda.
Si custodisce.
(by nicola)
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