Quando un oggetto diventa responsabilità: il medaglione Marinelli e la Rete dei Fuochi

Il 6 dicembre ad Agnone, durante l’incontro della Rete dei Fuochi, un medaglione in bronzo della millenaria Fonderia Marinelli diventa segno di responsabilità pubblica.

 


Il 6 dicembre scorso, ad Agnone, durante l’incontro della Rete dei Fuochi, è accaduto qualcosa che va oltre il valore dell’evento in sé.


È stato presentato un medaglione in bronzo realizzato dalla Fonderia Marinelli di Agnone, attiva da oltre mille anni, destinato ai sindaci aderenti al sodalizio.

Un oggetto, certo ma soprattutto un segno.

Non un semplice ricordo. Una investitura simbolica.


Il bronzo, il fuoco, la prova

Il bronzo nasce dal fuoco. Non è materia neutra: è materia che ha attraversato una prova.

Per questo il medaglione non celebra un ruolo, non premia una funzione, non chiude un percorso.


Al contrario: richiama alla responsabilità, apre una soglia, introduce in una storia che non comincia con chi lo riceve e non finisce con lui.


Una narrazione fusa nella materia

Il linguaggio dell’opera è essenziale, arcaico, non illustrativo.
Non racconta una scena: condensa una genealogia.

Dentro il medaglione si leggono, come in una mappa simbolica:

  • l’ippogrifo, emblema mitico e araldico di Agnone

  • la presenza felina (il leone), come forza primordiale

  • il caciocavallo, segno del lavoro e della materia viva

  • la tinozza di rame, il tempo e la tecnica della trasformazione

  • il gesto del portare le ’Ndocce, non dell’apparire

  • il fuoco, come asse che collega

  • il cerchio, come patto di comunità

Qui non c’è folklore, c’è una filiera culturale completa: produzione → trasformazione → rito → identità → comunità.


Non un premio ma un vincolo

Questo medaglione non dice: “Sei stato premiato”. Dice: “Ora sei dentro una storia che ti precede e che ti chiede di essere custodita e portata avanti”.

È una differenza enorme. È la differenza tra un riconoscimento e un vincolo simbolico. Ed è proprio questo che rende questo gesto coerente con lo spirito della Rete dei Fuochi: non una somma di eventi, ma una catena di custodia tra territori, comunità e amministrazioni.


Il senso profondo di Mangia Fuoco

È esattamente questo il cuore del progetto Mangia Fuoco:
- non animare appuntamenti,
- non collezionare presenze,
- non produrre vetrine, ma attivare catene di custodia in cui:

  • l’identità non si imbalsama

  • il rito non si spettacolarizza

  • la memoria non si consuma

  • il futuro non si improvvisa

Tutto resta tenuto insieme da un elemento antico e radicale: il fuoco.


Un segno che apre 

Il medaglione non è un punto di arrivo. È un inizio.

Nei prossimi mesi si vedrà se questo segno saprà diventare:

  • alleanza vera tra comunità

  • assunzione di responsabilità pubblica

  • continuità tra generazioni

  • scelte coerenti nei territori

Perché i simboli, quelli veri, non valgono per ciò che rappresentano. Valgono per ciò che obbligano a fare. E il fuoco, quando è autentico, non resta mai fermo!

(by nicola)

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